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Poesie e novelle in versi
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Poesie e novelle in versi
Ferdinando Fontana
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Bản dịch Pagera AI
Nguyên bản Public Domain
Chapter 4 of 42

NOJA LETTERARIA

NOJA LETTERARIA

Favello a voi, cui ferve la scintilla
Dei febbrili entusiasmi nel cervello;
Favello a voi, dentro il cui sguardo brilla
La balda gioja d'un pensier novello!

Favello a voi, che, frammezzo alle genti,
Vecchi a vent'anni, in silenzio passate,
Colla pupilla vólta ai firmamenti
E colle mani alle reni appoggiate.

Favello a voi, cui nota è l'armonia
D'ogni cosa creata, e cui son noti
Cogli entusiasmi la melanconia
E gli sconforti; a voi favello, iloti,

Dannati a conservar la stessa creta
Leggendo dentro ai secoli venturi;
Dannati a scorger la splendida meta
Dietro le grate di carceri oscuri!

Favello a voi, per cui dolore e gioja,
Pari al lampo, non duran che un istante,
E che desiate, per fuggir la noja,
Un'angoscia od un gaudio incessante;

Favello a voi, che vivete com'ebri
D'un arcano licor sovra la terra,
Ed avete un uncino nei cerébri
Che l'Universo nei suoi moti afferra!

Noi siam mendíchi, a cui la gente antica
Le briciole lasciò di lauta mensa;
Viviam di stenti e il genio s'affatica
Dietro una turba di fantasmi immensa.

Gli antichi Numi, ispirator dei carmi,
Son morti nel sogghigno universale;
La Natura ci annoja; il suon dell'armi
Ne spaventa; ridiam dell'idëale;

L'amore è un campo in cui non resta zolla
Da fecondare; senza scrosci è l'ira;
Il nostro corpo e una corteccia frolla,
Mentre la mente a nuovi cieli aspira.

E nuovi cieli, splendidi, profondi
Come lo spazio, immaginar n'è dato….
Ma dall'estasi, a cui traggonci i mondi
Senza cifra, un poëta non è nato!

I nostri canti son feti già morti;
Sono la serpe che la coda addenta;
Son l'urna ove troviam pochi conforti
E la febbre che i giorni ne tormenta.

Noi li cantiamo a noi stessi soltanto,
E all'ultimo levita siamo eguali,
Che, derelitto nel suo tempio santo,
Celebrerà da solo i ritüali….

E non ci resta che cingere i fianchi
Col bigiastro mantel del pellegrino,
E correre la terra erranti e stanchi,
E abbandonarci ad un pazzo cammino….

Milano, luglio 1875.

Chapter 4 of 42
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